Oltre lo Schema: Il Sistema come Strumento Musicale
"Il suono non è solo elettricità che attraversa un circuito; è un evento fisico e temporale che riempie lo spazio e lo definisce. In venticinque anni di laboratorio, ho appreso che ogni mia creazione è in realtà uno strumento musicale a tutti gli effetti: un sistema di produzione e riproduzione che funge da interfaccia tra l'uomo e l'universo. È una vibrazione che deve 'accarezzare' le cellule nervose e interagire con il corpo, prima ancora che con l'orecchio. Nel mio percorso ho incontrato tecnici e costruttori straordinari, esperti di altissimo livello per i quali nutro la massima stima. Ma l’esperienza sul campo mi ha insegnato una verità diversa: l'essere umano, con le sue meravigliose asimmetrie, non è una fotocopia fatta a misura di un sapere supremo e immutabile. Non sono un Guru e non cerco la Verità Assoluta; cerco l’equilibrio. Sulla base di questa solida esperienza, uso materiali diversi e non nego a priori la possibilità di provare alternative, rifiutando ogni dogmatismo industriale pur di avvicinarmi a creare reali sensazioni sonore. Solo questa continua ricerca, guidata da criteri tecnici rigorosi, permette di creare uno stage avvolgente e coerente. Ho imparato a testare i miei sistemi osservando la risposta biologica: se un essere vivente riposa sereno durante l'ascolto, ho la conferma scientifica che il sistema non sta aggiungendo tensioni artificiali o distorsioni di fase, e che il messaggio sonoro fluisce in armonia con le leggi dello spazio. Essere chitarrista mi ha insegnato che il tocco di ogni mano è unico. I miei sistemi nascono per rispettare quella diversità, offrendo la possibilità di un viaggio introspettivo che faccia stare bene con se stessi. Perché il suono è un fatto fisico che va tarato per ogni singola persona: il sistema perfetto non esiste, esiste solo l'accordo perfetto tra lo strumento e l'anima di chi lo vive."
"C'era un tempo in cui il suono non usciva da catene di montaggio automatizzate, ma prendeva forma tra l'odore di stagno fuso e il calore delle valvole in piccoli laboratori della provincia di Vicenza (Italia). Il primo indizio è sempre quello: quel bagliore arancione che filtra dal vetro della valvola, un respiro di luce che annuncia la musica. In questo scenario di fermento elettrico si inserisce la figura di Andy Roman. Entrare nel suo mondo significa riscoprire una cura per il dettaglio che oggi sembra leggendaria: circuiti cablati a mano dove ogni saldatura era una firma e ogni trasformatore un segreto custodito gelosamente."